Una previsione che non avrei voluto azzeccare
Nel 2019 mi trovavo in Sudafrica, a un evento internazionale legato allo sviluppo. Durante una conversazione, ho fatto un commento che persino a me, in quel momento, sembrava esagerato.
Se un giorno un colpo serio colpirà il settore della ristorazione, la maggior parte dei locali non sopravvivrà.
Pochi mesi dopo, il COVID ha fermato il mondo. Le sale vuote. Le sedie sui tavoli. Più della metà dei ristoranti ha chiuso. Non perché il cibo fosse scarso, ma perché il settore non aveva flessibilità. Nessuna base digitale. Nessun modo per adattarsi rapidamente.
Quel momento mi è rimasto dentro.
Trasformare la frustrazione in qualcosa di concreto
Nel febbraio 2024, un’idea che mi accompagnava da anni è finalmente diventata realtà. Insieme al mio socio, Andrian, abbiamo lanciato la nostra startup. Il primo nome era M-EAT, abbreviazione di “Meet and Eat”. Ci sembrava una buona idea.
Ma non tutti l’hanno vista allo stesso modo. Soprattutto i nostri amici vegetariani, poco entusiasti di quel tono leggermente carnivoro. Avevano ragione.
Così siamo tornati all’essenza di quello che stavamo costruendo e abbiamo scelto Oto, da One-Tap Ordering. Chiaro. Semplice. Esattamente come volevamo che fosse il prodotto.
Trovare la propria strada nel mondo delle startup
Il vero decollo è arrivato grazie a un programma di accelerazione supportato da Dreamups. Se stai pensando di avviare una startup, lo dico senza esagerare: l’acceleratore giusto cambia tutto. Mentor coinvolti davvero. Un team che ti spinge avanti. La sensazione di non essere solo nel caos.
Questo percorso ci ha portato al Demo Day, dove abbiamo vinto il Best Idea Pitch Award. Niente male per una squadra che stava ancora cercando la propria identità.
Qualche mese dopo, nell’agosto 2024, abbiamo partecipato a un programma di grant per startup digitali, finanziato dall’Unione Europea e dalla Svezia. Abbiamo vinto. In quel momento è arrivata sia la conferma che l’energia per andare avanti. Da lì in poi, non era più solo un’idea. Era diventata una missione.
Dove siamo oggi e cosa ci aspetta
A febbraio 2026, Oto è costruito da un team di nove persone. Sognatori. Costruttori. Profili tech. Appassionati di cibo. Tutti allineati verso lo stesso obiettivo.
Non stiamo creando semplicemente un menu digitale. Stiamo ripensando il modo in cui le persone interagiscono con i ristoranti. Come scelgono i clienti. Come lavora il personale. Come i locali si adattano, invece di bloccarsi quando il mondo cambia.
Dalle mura storiche di un ristorante secolare a un prodotto oggi utilizzato in ristoranti, hotel e spazi che hanno davvero bisogno di flessibilità, la sensazione è che siamo solo all’inizio.
Vogliamo far crescere il team. Portare Oto a livello globale. E magari, finalmente, aiutare l’esperienza di mangiare fuori casa a raggiungere il mondo moderno che serve.
Perché a volte basta porsi una domanda semplice:
«Perché continuiamo a fare le cose in questo modo?»
Oto.
Un mondo. Un menu. Un tap.